mercoledì 21 giugno 2017

La notte bianca dello shopping online

Torna la notte bianca dello shopping online. Fino alle 18 di domani 22 giugno sconti e offerte imperdibili su CrazyWebShopping.it

Sulla scia di eventi internazionali come il Black Friday e il Ciber Monday, il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano Netcomm ha promosso un evento no-stop di 30 ore dedicato agli acquisti sul web. Dall'abbigliamento agli elettrodomestici, dalla cosmesi all'arredamento, dai prodotti per animali ad articoli per i più piccoli, oltre 100 aziende di e-commerce praticheranno ribassi anche del 70%

Per approfittare degli sconti basta un clic: sul sito dell'evento è possibile consultare le schede dei negozi aderenti all'iniziativa ed acquistare i prodotti in offerta.

lunedì 12 giugno 2017

E-commerce e IoT cambiano il lavoro

Quando il digitale contamina il lavoro anche le piccole imprese italiane scalano il fatturato. Le parole chiave sono internet e innovazione coniugate con l'e-commerce o l'IoT

Ed è così che a L’Aquila, dopo il terribile terremoto del 2009, grazie al commercio on line Maria Fidanza è riuscita a rialzarsi, far ripartire e addirittura crescere l’azienda di famiglia ed oggi vendono in tutta Europa, Asia, Australia e Singapore. Ed il suo non è un caso isolato. A San Floro, in provincia di Catanzaro, grazie alla rete Stefano Caccavari ha raccolto in novanta giorni oltre mezzo milione di euro, riuscendo ad riaprire il vecchio mulino in pietra naturale del paese ed a dare nuova vita ai grani antichi della propria terra.

Digital manifacturing, e-commerce, internet of things, millennials e silver, green, ricerca e brevetti, visori immersivi, coworking e reti, piattaforme crowd e sharing economy, big data, nuove forme di pagamento, industria 4.0: sono i 12 nuovi trend del lavoro spiegati con le storie di successo delle piccole e medie aziende italiane e degli artigiani digitalizzati che già oggi ne fanno impresa.

A raccontarli, per il terzo anno consecutivo, è la job community italiana dei wwworkers che oggi è tornata a riunirsi alla Camera dei Deputati per mettere al centro dell’agenda politica l'occupazione e analizzare i 'Worktrends: la via italiana al futuro del lavoro'. Nella Sala della Regina a Montecitorio si è aperto così il confronto con politici, esperti, organi di rappresentanza, big player dell’hi-tech e il barcamp con le storie dei tanti wwworkers che ogni giorno raccontano un futuro del lavoro già presente.

Il Wwworkers Camp è promosso dalla job community wwworkers.it insieme all’Intergruppo Parlamentare Innovazione, con il sostegno di eBay e Facebook, la media partnership di Rainews24, la technical partnership di MailUp e il patrocinio di Adapt e dei Giovani delle organizzazioni di categoria Cna, Coldiretti e Confartigianato.

Si stanno aprendo "nuovi scenari e possibilità generati da un mondo del lavoro che sta cambiando pelle,contaminandosi con il digitale, e accelerando evoluzioni grazie alle nuove tecnologie. Così i 'global microbrand' si ritrovano a concorrere nello stesso agone digitale delle grandi multinazionali" sottolinea la job community italiana dei wwworkers.

E' così che a Rieti è nato il pomodoro intelligente coltivato nella serra idroponica tutta computerizzata, mentre nelle Marche cinque ex compagni di università hanno dato vita al primo estintore connesso al mondo. Intanto a Ferrara un team di sarti restauratori in salsa digitale ha riportato in vita, grazie alla realtà virtuale e alla stampa 3D, il soffitto del tempio di Bel di Palmira.

martedì 30 maggio 2017

Attenti ai video, hacker usano sottotitoli come 'chiave'

Check Point ha scoperto un nuovo vettore d’attacco che sta minacciando centinaia di milioni di utenti dei più comuni media player, tra i quali VLC, Kodi (XBMC), Popcorn Time e Stremio. Confezionando sottotitoli malevoli, che vengono poi scaricati dagli utenti, gli hacker possono potenzialmente ottenere il completo controllo di qualsiasi dispositivo abbia in esecuzione la piattaforma vulnerabile. E' quanto si legge in una nota diffusa dalla società specializzata in sicurezza informatica.

I sottotitoli di film e programmi TV sono creati da un’ampia moltitudine di sottotitolatori, e caricati su siti online condivisi come OpenSubtitles.org, dove vengono indicizzati e classificati. I ricercatori di Check Point hanno inoltre dimostrato che, attraverso la manipolazione dell’algoritmo di ranking dei siti, i sottotitoli malevoli possono essere automaticamente scaricati dal media player, permettendo così agli hacker di prendere il controllo dell’intera catena di distribuzione dei sottotitoli senza l’interazione dell’utente. 

Poiché le vulnerabilità sono state segnalate, tutte e quattro le aziende hanno risolto i problemi segnalati. Stremio e VLC hanno anche rilasciato nuove versioni del software che incorporano questa correzione. Check Point, si legge infine nella nota, ha ragione di credere che simili vulnerabilità esistano anche in altri media player per lo streaming.

"La catena di distribuzione dei sottotitoli è complessa, con oltre 25 diversi format per sottotitoli attualmente in uso, tutti con caratteristiche e capacità uniche. Questo ecosistema frammentato, insieme alla limitata sicurezza, implica che vi siano molteplici vulnerabilità che possono essere sfruttate, rendendoli un target immensamente attrattivo per gli hacker", ha detto Omri Herscovici, vulnerability research team leader di Check Point. 

"Abbiamo ora scoperto che i sottotitoli malevoli possono essere creati e distribuiti automaticamente a milioni di dispositivi, oltrepassando i software di sicurezza e dando a chi attacca il pieno controllo del dispositivo infetto e dei dati che contiene", conclude.

lunedì 22 maggio 2017

Le le pratiche scorrette e limitanti dell'e-commerce



È giunta a termine l’indagine antitrust avviata dalla Commissione Europea a maggio 2015 sulla concorrenza nel settore dell’e-commerce nell’Unione Europea rivelando quelle che sono le pratiche scorrette nei mercati elettronici che ne limitano la concorrenza e la scelta dei consumatori. L’obiettivo dell’indagine era di capire quali sono i fattori che attualmente limitano il mercato unico digitale nell’UE per individuare le strategie da attuare per migliorare l’accesso dei consumatori e delle imprese ai beni e ai servizi.

Confermate le anticipazioni della relazione preliminare diffusa lo scorso settembre: troppe rigidità e complessità e il vizio del geoblocco restringono la concorrenza limitando indebitamente la distribuzione dei prodotti in Europa.

Proprio il problema del geoblocking sui contenuti digitali e loro licenze viene evidenziato come principale ostacolo da rimuovere, a fronte di un 60% di accordi di licenza presentati da titolari di diritti limitato al territorio di un unico Stato Membro andando a limitare la concorrenza nel mercato unico in violazione delle norme antitrust dell’UE.

Attualmente la proposta UE sul copyright e sulla non discriminazione dei clienti, con le quali la l’Unione spera di superare tali problematiche, sono ancora in discussione tra Parlamento e Consiglio.

Vengono poi evidenziati problemi legati alle restrizioni contrattuali:
 oltre due europei su cinque ricevono dai produttori una qualche forma di raccomandazione o di restrizione sui prezzi;
 circa uno su cinque è soggetto a restrizioni contrattuali per la vendita;
 circa uno su dieci è soggetto a restrizioni contrattuali per l’offerta di siti di comparazione dei prezzi;
• oltre uno su dieci riferisce che i suoi fornitori impongono restrizioni contrattuali alle vendite transfrontaliere.

Margrethe Vestager, Commissaria responsabile per la Concorrenza ha spiegato che alcune pratiche messe in atto dalle imprese sui mercati elettronici possono restringere la concorrenza limitando indebitamente le modalità di distribuzione dei prodotti nell’UE, come conferma la relazione. Queste restrizioni potrebbero limitare la scelta dei consumatori e impedire che si pratichino prezzi inferiori in linea. Allo stesso tempo si ritiene che sia necessario equilibrare gli interessi dei rivenditori al dettaglio in linea con quelli dei commercianti tradizionali, a beneficio dei consumatori. I risultati ottenuti ci permettono di calibrare l’applicazione delle norme dell’UE in materia di concorrenza ai mercati elettronici.

L’indagine della Commissione UE esorta quindi le imprese a rivedere di loro iniziativa le proprie pratiche commerciali per aiutare i consumatori ad acquistare più facilmente prodotti in altri Paesi per beneficiare di prezzi inferiori e di una più ampia scelta di rivenditori. 




Fonte: Commissione UE.

giovedì 11 maggio 2017

Molti e-buyer, pochi e-store?



In Europa quasi il 60% degli utenti fa acquisti online, solo il 16% delle imprese vende online. Da Regali.it, negozio online presente in quasi tutta Europa, un identikit dei suoi clienti online e perché scelgono internet per i loro acquisti.

Secondo una recente indagine sull’e-commerce in Europa, nel 2016 è stato registrato un giro d’affari di 509,09 miliardi di Euro, con più di un utente europeo su 2 (57%) che ha fatto almeno un acquisto online, ma solo il 16% delle PMI vende online, e meno della metà di esse (7,5%) vende online oltre i confini del proprio paese. Bene anche l’Italia, con un fatturato di 31,7 miliardi, e una crescita complessiva del 10%. Dunque, molti e-buyer e pochi e-store?

L’offerta online è indubbiamente sufficiente a far fronte alle richieste dei compratori online, ma di certo è necessario riflettere su questo 16%, così come sul fatto che frequentemente si scelga di operare solo su mercati nazionali. – Ha dichiarato Daniele Barbarossa, Content Manager Italia presso HYPERLINK Regali.it. – Regali.it opera in molti paesi europei (Italia, Francia, Spagna, Germania, Olanda, Svezia, Polonia, Norvegia, Danimarca, Finlandia e Belgio) e nell’ultimo anno abbiamo notato una crescente fiducia nell’e-commerce in tutti i paesi, con Germania e Francia in primis.”.

“Per quanto riguarda l’Italia, nell’ultimo anno abbiamo registrato un aumento del numero di acquisti per ogni utente, con una media di 6 all’anno pro capite e picchi di 23. I nostri e-buyers sono principalmente donne (74%), giovani (circa il 60% ha tra i 18 e i 34 anni) e vivono in grandi città (Milano 16,46%; Roma 16,25%)"

La scelta di fare acquisti online non dipende, quindi, da una scarsa offerta da parte dei negozi fisici, che di certo non mancano nelle grandi città, ma dalla possibilità di poter scegliere tra prodotti particolari ed originali, sbirciando anche le vetrine virtuali oltre i confini nazionali. Infatti, sebbene si tratti di mercati differenti tra loro per volumi e dinamiche, moltissimi prodotti riscuotano grande successo in diverse nazioni, a riprova che in questi casi i confini geografici non hanno importanza.